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Ridere a CREPAPELLE!

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Molte espressioni che usiamo oggi nel 1800 sono stati dei neologismi.
Alcune di queste espressioni arrivano proprio dal libro per ragazzi italiano per antonomasia: “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi.
In una parte del libro che si conosce poco (anche perché è stata eliminata da tante edizioni e dal film disneyano) è quella dove Pinocchio deve passare da una strada sbarrata dalla figura di un grosso serpente dalla coda fumante. Il burattino aspetta che il serpente si allontani, ma quando lo vede immobile ed irrigidito, pensando che fosse morto, cerca di scavalcarlo: quando il serpente improvvisamente si rianima, Pinocchio spaventato inciampa e cade nel fango rimanendo con le gambe all’aria. « (…) Alla vista di quel burattino, che sgambettava a capofitto con una velocità incredibile il Serpente fu preso da una tal convulsione di risa, che ridi, ridi, ridi, alla fine, dallo sforzo del troppo ridere, gli si strappò una vena sul petto: e quella volta morì davvero».
Con questa immagine collodiana pare sia nato il modo di dire RIDERE A CREPAPELLE, cioè ridere fino alla morte (o mangiare fino alla morte: mangiare a crepapelle).
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(illustrazione: Pinocchio con il serpente in una tavola di Attilio Mussino dell’edizione del 1911)

Il Rosicchialibri

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