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Raffaello e la Fornarina

“Raffaello e la Fornarina”

di Manuela Salvi e Carolina D’Angelo

illustrazioni di Alida Massari

Lapis Edizioni, 2010

(a partire da 7 anni)

Raffaello è stato uno dei più grandi pittori del Rinascimento italiano.

Raffaello nacque ad Urbino nel 1483 e imparò molto presto il mestiere di pittore (sì, il “mestiere”, perché all’epoca di Raffaello quelli che oggi noi consideriamo grandi artisti erano reputati decoratori, un gradino appena più in alto dei muratori). Quello del pittore era un mestiere che si imparava “a bottega” con segreti che si tramandavano solo da maestro ad allievo. Raffaello imparò quindi il mestiere a Perugia alla bottega del Perugino e a Siena con il Pinturicchio. Infine a Firenze poté vedere le opere di due grandi artisti suoi contemporanei: Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Però fu Roma la città che rese celebre le sue opere in tutto il mondo, perché il suo amico Bramante lo presentò al Papa.

Da quel momento Raffaello cominciò a lavorare esclusivamente per Papa Giulio II.

Com’era bella Roma, e ancora più bella era la fanciulla che il pittore vedeva tutti i giorni mentre andava al lavoro dietro il vetro della bottega del fornaio. Lei era Margherita, la fornarina di Trastevere, e ancora non sapeva che, grazie a Raffaello, sarebbe diventata una delle donne più famose di tutta la storia dell’arte.

Margherita era la fanciulla più bella che Raffaello avesse mai visto e se ne innamorò subito, la sua immagine dai grandi occhi scuri entrò prepotentemente nella testa del pittore e anche nelle sue opere: da quel momento tutte le sue Madonne avrebbero avuto il viso di Margherita.

Però la loro storia d’amore non ebbe un lieto fine: Raffaello dovette sposare la nipote del Cardinale Bibbiena per poter continuare a esercitare la sua arte a Roma.

Ma c’è un quadro che testimonia il grande amore del pittore per Margherita, una tela che è rimasta nello studio dell’artista fino alla sua morte e si intitola proprio “La Fornarina”: è una fanciulla con un viso dall’ovale perfetto (incoronato da un turbante) che guarda verso l’osservatore, sullo sfondo un cespuglio di mirto richiama a Venere, la dea dell’amore, e la fascia che le cinge il braccio è firmata proprio da Raffaello. La pelle bianchissima è brillante come la luna e si staglia netta dal fondo scuro.

Con questo quadro il pittore di Urbino non solo dichiara il suo amore per Margherita, ma la rende immortale per sempre.

Il quadro de “La Fornarina” è conservato a Roma al Museo Nazionale d’Arte Antica a Palazzo Barberini.

Questo albo prezioso racconta una storia d’amore senza tempo testimoniata in una tela: poche pagine splendidamente illustrate ci fanno tornare indietro nel tempo, nel Rinascimento italiano, quando Roma e Firenze promuovevano i più grandi artisti del loro tempo e le storie d’amore venivano immortalate con i colori.

Sicuramente un libro da tenere d’occhio quest’anno che si celebra l’opera del grande artista a 500 anni dalla sua morte.

H!

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(immagine: la copertina del libro)

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