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Ma gli alpini non hanno paura

“Ma gli alpini non hanno paura”

di Valentina Venegoni

illustrazioni di Erica D’Urso, colori di Stefano Martinuz

Azzurra Publishing, 2019

(8 – 9 – 10 anni)

Graphic novel

Un fumetto sugli Alpini?

Una cosa insolita e allo stesso tempo, bellissima!

Di solito si tende a dimenticare il passato, rimangono solo i simboli, la storia scorre in avanti veloce e spesso lascia molti spazi vuoti dietro di sé.

Ma per fortuna rimangono le canzoni, i racconti da tramandare le penne nere di corvo a testimoniare un passato che non c’è più.

Questo libro /fumetto prende spunto proprio dalle canzoni degli alpini, che perfettamente illustrate, raccontano delle storie per immagini.

Le storie sono quelle di un anziano un po’ burbero e dispettoso, che però (si tradisce subito) è solo in cerca di un pubblico che lo ascolti.

Un ragazzino si siede accanto a lui sulla panchina (dopo che l’anziano gli ha lanciato la palla su un albero) e, dopo qualche momento di perplessità, l’uomo comincia a raccontare.

Come ho già accennato tutti i racconti di questa graphic novel sono in realtà storie che si incastonano perfettamente nei testi delle canzoni degli alpini e, come tanti gioielli, mostrano episodi della Grande Guerra interrotti qua e là dalle domande del ragazzo e dalle brusche risposte dell’anziano narratore.

Cinque canzoni raccontano cinque storie diverse, unite insieme da un filo invisibile, quello dall’amore per la propria patria (lo stesso filo con il quale è cucita la nostra bandiera).

Canzoni come “Trentatrè”, “Era una notte che pioveva”, “Il testamento del capitano” e “Monte Pasubio” raccontano delle ombre che la guerra porta con sé, dei rimpianti, delle attese di chi resta a casa, di uomini pronti a sacrificarsi uccidendo un nemico invisibile. Perché in quegli anni la guerra non si vedeva in televisione all’ora di cena, ma era presentata come qualcosa di grande, valoroso e patriottico in cui il soldato ferito cadeva con un bellissimo gesto teatrale abbracciando il tricolore, così molti giovani si arruolarono credendo di fare la scelta giusta.

Eppure la canzone “Il mazzolin di fiori” ci dice di più: racconta come in mezzo a tutto quell’orrore la bellezza continuava a manifestarsi, per ricordare agli uomini che la guerra sarebbe finita e avrebbe lasciato di nuovo il posto alla primavera.

Il ragazzo ascolta estasiato le storie dell’anziano accanto a lui e, chissà, forse quella chiacchierata pomeridiana è stata un modo per tramandare, per non dimenticare…

Un fumetto intenso, dai colori caldi, con tante immagini toccanti e tante parole conservate nei testi delle canzoni che le hanno rese immortali.

In fondo al libro, oltre ai ringraziamenti e alla spiegazione delle canzoni di cui si è letto nel testo, potete trovare alcune lettere dal fronte e l’elenco degli alpini di Barreggio che sono caduti durante la Grande Guerra.

H!

(immagine: la copertina del libro)

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Il Rosicchialibri
roberto gatti ha detto:

salve, scusate io sono molto interessato ad acquistare 1 o più copie de:
“ma gli alpini non hanno paura”.
mi potete aiutare, per cortesia?
grazie, saluti

roberto gatti

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