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Le orme di papà

“Le orme di papà”

di Lorenza Farina

illustrazioni di Eleonora Pace

Il ciliegio, 2019

(5 – 6 anni)

L’attesa.

Una parola che racchiude un mondo intero.

Durante l’attesa la mente vaga perché vuole rivivere le sensazioni legate a quella persona o a quel momento che sta aspettando.

E’ la vigilia di Natale e Arturo sta aspettando il suo papà che è in ritardo.

Ormai è quasi buio, la neve ha coperto tutto e c’è una tormenta.

Così la mamma suggerisce ad Arturo di scrivere una lettera a Gesù Bambino per far tornare presto suo papà.

Anche se cerca di non farlo trasparire la mamma è preoccupata, ma Arturo “sente” i suoi pensieri, i suoi ricordi di momenti felici: quando papà la faceva volteggiare come una farfalla o come quando camminava con un pinguino con i suoi grossi piedi dalle punte all’insù.

E se papà non tornasse?

Allora affiorano altri ricordi ancora (questa volta quelli di Arturo) del tempo passato insieme a suo padre: quando hanno saltato insieme dentro le pozzanghere, quando hanno catturato le lucciole in un barattolo, quando leggevano le storie all’incontrario, quando trovavano immagini nelle nuvole…

Arturo deve rinunciare a tutto questo?

Deve rinunciare a vedere quel volto simile al suo che gli racconta le storie e gli svela i segreti?

Il fuoco del camino si spegne, Arturo ha il naso incollato alla finestra e nella neve ci sono le tracce lasciate da due piedi di qualcuno che cammina come un pinguino, con le punte all’insù. Sono orme che solo una persona può lasciare…

Non è facile ricostruire le sensazioni dell’attesa con le parole. L’attesa è una sensazione sgradevole che quando si prolunga si insinua sempre più profondamente nella testa e va a sfiorare quella parte della mente che conserva la paura. L’attesa è una mancanza con una fine, ma se non finisce allora lascia solo un vuoto incolmabile.

Un libro lento (come l’attesa) che va assaporato, un libro che armonizza immagini e parole e rende partecipe il lettore di quella mancanza che, come un recipiente bucato, non riesce a riempirsi (fino alla fine).

Quando si aspetta qualcuno la mente vaga e, inevitabilmente, pensa ai momenti felici che teme di non rivivere più, questo libro parla proprio di questa sensazione che si acutizza proprio nel periodo delle feste.

Arturo ha capito quanta sofferenza c’è dentro un’attesa, ma ha anche espresso un desiderio di Natale che si avvera proprio nella notte più magica dell’anno.

H!

www.edizioniilciliegio.com/

(immagine: la copertina del libro)

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Il Rosicchialibri

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