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LA DIVINA COMMEDIA / IL PRIMO PASSO NELLA SELVA OSCURA

LA DIVINA COMMEDIA

IL PRIMO PASSO NELLA SELVA OSCURA

di Daniele Aristarco

illustrazioni di Marco Somà

Einaudi Ragazzi, 2021

a partire da 9 anni

“Il Poeta Dante Alighieri fa un viaggio nel regno dei morti…”.

Il grande autore Daniele Aristarco ci racconta in queste pagine il suo incontro a nove anni con La Divina Commedia, quando la Selva Oscura, come il bosco delle fiabe, lo accolse.

Così ecco un Aristarco bambino entrare in quelle pagine a soli nove anni, pieno di piccole curiosità e di grandi domande: perché si chiama “Commedia” la commedia non dovrebbe essere un genere letterario divertente?

In realtà la commedia è una rappresentazione di vita quotidiana, e l’appellativo “Divina” non era nel titolo originale, è stato suggerito da Boccaccio molti anni dopo la morte di Dante.

Perché Dante ha deciso non più fanciullo, ma nemmeno anziano (“Nel mezzo del cammin…”) a cominciare quel viaggio? Ha viaggiato veramente da vivo oltre i confini della morte? Oppure La Divina Commedia è un’opera di pura fantasia, un abile gioco linguistico? Perché ha deciso di scrivere la sua opera in volgare (la lingua del popolo) e non in latino?

Queste sono solo alcune delle domande che troveranno risposta.

Nella Divina Commedia tutto è equilibrato, in armonia con l’universo, perché laddove c’è proporzione c’è comprensione, proprio come dove c’è un disegno c’è una mano che l’ha creato, un destino già scritto che ci rassicura.

Ma questa non è la prima opera che racconta di un viaggio nell’aldilà, anche i grandi poemi greci e latini lo avevano già fatto, ma Dante ci conduce in una dimensione ancora più alta: non si limita ad interrogare i defunti, secondo lui per trovare la verità bisogna imparare cos’è l’amore.

Per raggiungere Dio ci vuole l’amore.

Poi tutti i personaggi da lui descritti (poeti, condottieri, eroi, papi, mostri, giudici, re e regine) li conosciamo bene, perché incarnano tutti i vizi e le virtù che nel profondo ci appartengono… come se la Divina Commedia fosse un viaggio all’interno di noi stessi, un’evoluzione che l’essere umano intraprende per raggiungere il divino.

E se poi nel volto di Dio vedessimo noi stessi?

Quando arriva nel punto più alto, quando arriva a Dio il viaggio di Dante si conclude, ma è già pronto a cominciarne un altro.

Mentre il racconto di Daniele Aristarco (che ha le stesse iniziali di Dante Alighieri) scorre sotto i nostri occhi possiamo leggere frammenti di versi danteschi su alcuni cartigli e godere dei disegni di Marco Somà, che attraverso la sua arte e i suoi personaggi antropomorfi illustra ancora una volta quest’opera immortale.

Un punto di vista un po’ diverso, una perfetta descrizione del primo incontro fra un ragazzo e l’opera dantesca che, dopo sette secoli, ha ancora moltissimo da raccontare.

H!

www.edizioniel.com/

(immagine: la copertina del libro)

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Il Rosicchialibri

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