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La bambina dal nastro rosso

“La bambina dal nastro rosso”

di Stella Nosella

illustrazioni di Marianna Balducci

L’orto della cultura, 2019

(9 – 10 anni)

Portogruaro, 1944.

Antonia ha otto anni durante la Seconda Guerra Mondiale.

Antonia è una delle sorelle Strumendo ed è la nonna materna dell’autrice, Stella Nosella.

Entriamo quindi immediatamente in una storia vera, fatta di grandi privazioni e piccole felicità che trovano spazio nella cittadina veneta di Portogruaro.

Ricordi vividi come la guerra che fa da sfondo, nell’arco di un mese ci sono vite che si intrecciano in una cittadina che sopravvive come può in quel Natale privo di regali ma ricco di calore umano che arriva dai compagni di scuola, dai vicini di casa e da una famiglia che sa restare unita nonostante tutto.

La famiglia di Antonia sono le sue sorelle, sua madre incinta, la nonna e la zia Nutta (Annutta) che si prende cura delle bambine. La povertà è povertà non trasandatezza, così dalla casa con il pavimento in terra battuta (che presto verrà ricoperto dalle piastrelle rosse) traspare un certo ordine delle cose, una divisione dei compiti che mantiene una rigorosa compostezza.

La guerra sicuramente si porta via tutto, ma non è una scusa sufficiente per vivere nel caos.

Vediamo ogni cosa con gli occhi di Antonia, anche se il libro è scritto in terza persona, gli occhi di una bambina che decide di aiutare sua sorella Maria a sposarsi (nonostante le manchi la dote), di come perde un’amica durante un bombardamento e di come le vengono portato via il padre e il nonno per portarli a “lavorare” nella Risiera di San Sabba.

Tutto il libro trasuda un orgoglio e una compostezza tipica delle persone (compresi i bambini) che non vogliono rinunciare alle piccole regole del vivere civile e, nei piccoli gesti ribelli dei bambini, si legge la voglia di trasgredire le regole degli adulti, di sentirsi vivi, di continuare a sognare…

E il nastro rosso? Il nastro rosso che compare in una delle foto che raffigurano Antonia rappresenta la bellezza, qualcosa di prezioso da custodire come un tesoro, un vezzo che, nonostante gli orrori della guerra, Antonia può sistemare fra i capelli per riacquistare un minimo di identità e per sentirsi bella.

Le illustrazioni di questo libro sono state eseguite utilizzando delle fotografie d’epoca della Portogruaro del 1944 e il “nastro rosso” (unico tocco di colore) ci guida attraverso le parole e le immagini legando virtualmente il passato con il presente.

H!

www.ortodellacultura.it/

(immagine: la copertina del libro)

INSTAGRAM: instagram.com/ilrosicchialibri

Il Rosicchialibri

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