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Cronache del Reame Incantato – Il marchio del serpente

“Cronache del Reame Incantato – Il marchio del serpente”

di Alberto Chieppi

Dark Zone, 2018

(12 – 13 anni)

Sam (Samael) ha quindici anni e vive a Milano, sballottato da una famiglia all’altra. Ha il tatuaggio di un serpente su una spalla che non ricorda come sia arrivato lì.

Una notte, dopo una rocambolesca fuga insieme all’avvenente vicina di casa inseguito da dei personaggi sinistri, scopre di essere uno stregone e che il suo posto è nel Regno Incantato al quale appartiene e dov’è destinato a cambiare le cose.

Nel Reame intanto vige il regime totalitario del Cancelliere Magnus Paladin, che comanda proprio quegli individui che stanno cercando Sam. Così il ragazzo, grazie ad un parrucchiere molto originale, riesce a camuffare il suo aspetto e cominciare a frequentare la scuola di stregoneria (con non pochi problemi).

Intanto veniamo a conoscenza di una storia parallela: quella del figlio del Cancelliere -Sirio Paladin- che, schiacciato dal peso del suo nome, è destinato a frequentare ‘altra scuola: quella di magia.

Un capitolo per uno seguiamo le vicende scolastiche dei due ragazzi che si alternano ad una terza storia, quella di Mephisto, uno stregone intrappolato in una dimensione diversa, un contenitore per creature malvage, che condivide con troll e goblin.

Tre vite, tre storie, tre diversi approcci al mondo magico.

Sam vuole scoprire le sue origini e si butta a capofitto in un’avventura di cui non conosce nulla ma, intanto, cos’ha da perdere? La sua vita nel mondo dei sapient (uomini) era una vita fatta di espedienti e genitori affidatari, quando gli si presenta l’occasione di vivere qualcosa di completamente diverso e la coglie al volo.

Sirio invece è il più giovane dei Paladin, ci si aspetta molto da lui, non foss’altro per il nome che porta e che pesa come un macigno sulla sua vita scolastica. Ma nonostante la competizione con i fratelli maggiori (indiscutibilmente più abili di lui) dovrà fare molte scelte per difendere se stesso e il suo nome.

Mephisto infine è uno stregone intrappolato in una dimensione che non gli appartiene, ma che con molta astuzia trova il modo di plasmare ciò che ha a disposizione per poter fuggire e, di conseguenza, vendicarsi di chi l’ha rinchiuso.

Intorno ai tre protagonisti ruotano poi decine di personaggi più o meno magici che li aiutano, li ostacolano e li sfidano: gli ingredienti del fantasy ci sono tutti.

Però il libro non finisce, “Cronache del Reame Incantato” è una saga che continuerà nel secondo volume.

Un insieme di vicende scolastiche e misteriose che non può fare a meno di farci pensare ad un Harry Potter nostrano (anche se sono numerosissimi i riferimenti fantasy ad altre saghe, alla mitologia e alla simbologia).

E’ un libro è piuttosto lungo adatto a lettori “affamati”.

H!

(immagine: la copertina del libro)

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